fonti rinnovabili europa

Nel 2020 in Europa le fonti rinnovabili hanno superato i combustibili fossili

Un grande segnale di cambiamento

Nel 2020 per la prima volta, in Europa le fonti rinnovabili hanno generato più elettricità dei combustibili fossili diventando la principale fonte di elettricità dell’Unione Europea. Durante il 2020 la quota di energia generata da fonti rinnovabili è aumentata passando dal 34,6% del 2019 al 38%. Conseguentemente la quota generata dai combustibili fossili è diminuita al 37% passando al secondo posto nella classifica.

Quali sono i paesi europei più green

Secondo il rapporto di Ember e Agora Energiwende sul monitoraggio della transizione elettrica in Europa, questa importante tappa per la transizione dell’Europa verso le energie rinnovabili è stata resa possibile prevalentemente da alcune nazioni tra le quali troviamo Germania, Spagna e Regno Unito. Questi tre paesi in particolare hanno raggiunto e superato questo obiettivo; ad esempio la fornitura elettrica del Regno Unito è composta per il 48,5% da fonti rinnovabili. 

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A che punto siamo in Italia?

Anche in Italia oltre un terzo dell’energia proviene da fonti rinnovabili. Infatti, nel nostro paese l’energia proveniente da fonti alternative ha permesso di soddisfare oltre il 36% della domanda totale, rispetto al 29% degli anni 2017-2018. Questo è stato reso possibile in particolar modo dagli investimenti per l’ampliamento degli impianti prevalentemente idroelettrici; a differenza, in Europa le principali fonti trainanti sono l’eolico e il solare che hanno registrato incrementi del 9% e del 15% e insieme generano più di un quinto dell’energia Europea. Rimane invece in stallo il settore della bioenergia.

La transizione verde dell'energia

L’Ue ha fissato al 2050 l’obiettivo di “zero carbonio”, ma secondo lo studio di Ember e Agora Energiwende il ritmo è comunque ancora troppo lento per raggiungerlo, così come quello “intermedio” di ridurre i gas a effetto serra del 55% entro il 2030.

Lo studio evidenzia che l’impatto della pandemia e delle misure restrittive decise dai governi per contenerla ha avuto un impatto “limitato” sul tipo di energia utilizzata, e che l’aumento delle rinnovabili è avvenuto “nonostante” la situazione, mentre il calo dei consumi di elettricità da combustibili fossili avrebbe potuto essere anche maggiore se non ci fosse stato un andamento discontinuo della domanda, dovuto proprio alla pandemia e alle sue conseguenze. Perchè si possano raggiungere gli obiettivi fissati dall’Ue, secondo lo studio, la crescita della generazione di energia eolica e solare deve quasi triplicare, da 38 Terawatt/ora di crescita media all’anno dal 2010 al 2020 a 100 TW/ora nel decennio appena iniziato. Nel solo 2020 l’aumento è stato superiore alla media con 51 TW/ora. Un ottimo segnale è dato dal fatto che la produzione di carbone è diminuita del 20% nel 2020 e si è dimezzata dal 2015; questo è avvenuti in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea segnando la continuazione del trend discendente dei consumi del carbone, iniziato già in epoca pre Covid-19. Però i paesi Ue dovranno aumentare il loro impegno per raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030 e per il 2050.

 

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