mulini a vento olanda

COME I PAESI BASSI NUTRONO IL MONDO

Uno stato piccolo ma efficiente

I Paesi Bassi sono uno stato che si estende per 41’543 km² nella zona nord dell’Europa; famoso soprattutto per i mulini a vento, i tulipani e per i sui paesaggi fiabeschi. Per effettuare un paragone di estensione le sole regioni italiane Lombardia ed Emilia-Romagna corrispondono a più della superficie della nazione nord europea. Nonostante questo i Paesi Bassi si trovano al secondo posto nella classifica mondiale delle esportazioni secondi solo agli Stati Uniti che però hanno un’estensione 270 volte maggiore. 

Come fanno ad avere produzioni così elevate?

Nel 2017 i Paesi Bassi hanno esportato prodotti agricoli per un valore totale di oltre 100 miliardi di dollari, di gran lunga superiore a molti altri stati più estesi o con tradizioni agricole e culinarie di molto più famose. Ad esempio l’Italia, che nello stesso anno ha esportato prodotti agricoli per un valore di poco superiore ai 40 miliardi di dollari. A questo punto mi sono chiesto come facciano i Paesi Bassi ad avere certi numeri in proporzione alla loro grandezza. La risposta a questa domanda in realtà si potrebbe riassumere in due semplici parole: automazione e ottimizzazione. Infatti il sistema agricolo olandese è costituito da una filiera agroalimentare tra le più innovative al mondo, proprio a partire dai metodi di produzione. Visti i numeri, ci si aspetterebbe di vedere le classiche distese di appezzamenti intensamente coltivati tipiche degli Stati Uniti e di altri paesi agricoli; invece se dovessimo osservare dall’alto l’Olanda notiamo piccoli appezzamenti e un’innumerevole quantità di serre e impianti per la produzione dell’energia solare.

Queste aziende agricole del futuro che in Olanda sono già realtà, consentono ad una nazione situata a poca distanza dal circolo polare Artico di essere il leader mondiale di esportazioni agricole per quanto riguarda pomodoro, patate e cipolle; e inoltre di essere il secondo più grande esportatore mondiale di verdure e il terzo di sementi di ortaggi, in termini di valore totale.

national geographic olanda
Immagine di: Luca Locatelli / National Geographic Creative

Come funzionano gli impianti di produzione

Quando qualcuno pensa all’agricoltura una delle prime cose che gli vengono in mente è la terra, perché la terra permette di far crescere le piante e di produrre alimenti; ma non sempre è così, infatti in Olanda la maggior parte degli ortaggi sono coltivati fuori dal suolo con un metodo chiamato Idroponica. Infatti le colture presenti nelle serre con temperatura e atmosfera controllata vengono messe a dimora fuori suolo e la terra viene sostituita da un substrato inerte come può essere la lana di roccia o ancora meglio la fibra di cocco. La pianta viene tenuta in vita irrigandola con una soluzione nutritiva di acqua e composti organici che costituiscono gli elementi nutritivi. Inoltre l’Olanda sfrutta la grande quantità di energia rinnovabile prodotta per alimentare delle lampade a led che di giorno amplificano la luce solare e durante la notte la sostituiscono del tutto in modo da accorciare il ciclo vegetativo delle piante aumentando il ritmo di crescita. L’ottima quantità di luce fornita in combinazione con l’atmosfera controllata che viene utilizzata per aumentare la quantità di anidride carbonica nell’aria, consento alle piante di svolgere al meglio il processo di fotosintesi, vitale per gli organismi vegetali. La perfetta combinazione di questi fattori permette agli agricoltori olandesi di coltivare piante sane e in salute ottenendo così grandi quantità di prodotti che rispettano i più elevati standard di qualità.

La necessità di innovare per proteggere il territorio

Gli olandesi da anni “combattono” contro il mare per evitare la sommersione di parte dei loro territori; inventando sistemi di contenimento e gestione delle acque. Probabilmente questo ha fatto capire agli abitanti di questa piccola monarchia l’importanza di preservare e valorizzare il territorio, sfruttando anche le innovazioni tecnologiche a disposizione. Anche ne settore agricolo gli olandesi sono riusciti a mettere in atto la soluzione ideale per produrre grandi quantità di cibo di ottima qualità eliminando qualsiasi influenza dell’ambiente esterno, come clima, natura del terreno, inquinamento e altri fattori. La cosa più importante e ammirevole è che sono riusciti a creare un’alternativa alla coltivazione convenzionale che non solo è più redditizia ma comporta anche un minore impatto ambientale contribuendo anche alla “soluzione” di un altro problema molto importante e discusso negli ultimi anni. 

Serre olanda

Una sfida per il futuro

Ormai molte istituzioni a livello mondiale ritengono che la fame nel mondo sarà il problema più grande da affrontere nel 21° secolo; secondo le stime della FAO, la popolazione mondiale è destinata a superare i 9 miliardi entro il 2050 e che quindi per soddisfare l’intero fabbisogno alimentare mondiale sarà necessario incrementare la produzione di alimenti del 60%; dall’altra parte troviamo un pianeta sempre più sfruttato in tutti i settori compreso quello agricolo. Quindi per far fronte alle sfide per il futuro sarà necessario utilizzare tutte le nostre conoscenze e sfruttare al massimo le innovazioni offerte dal mondo tecnologico e non solo, come in questo caso sta facendo l’Olanda. Quindi qui la domanda sorge spontanea: perché non lo facciamo anche noi? Le risposte sono molteplici e non sono delle scusanti per il settore. A mio parere i principali problemi sono di natura economica, infatti per costruire questi impianti devono essere impiegati grandi capitali, anche di diversi milioni di euro; l’assenza di incentivi mirati ad agevolare le aziende agricole sostenibili e ad impatto zero e infine anche gli elevati costi dell’elettricità nel nostro paese e la difficoltà di creare un impianto di produzione di energia rinnovabile che soddisfi le esigenze necessarie per il riscaldamento, illuminazione e per fornire tutti gli altri elementi indispensabili alle colture. Concludendo, nella speranza di poter vedere sviluppare progetti simili anche in Italia in un futuro prossimo, ritengo che manchi anche l’attenzione e la sensibilità da parte delle istituzioni italiane ai problemi che si andrà in contro e anche riguardo alle soluzioni che si potrebbero attuare.

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